Descrizione
Sinossi:
Questo è un libro autobiografico, il racconto di una ragazza che a 25 anni rivive la propria infanzia, ripercorrendo i momenti più bui e cupi: la mancanza di suo padre, detenuto in carcere, l’attesa di un suo ritorno, i dolori e i sacrifici della famiglia. Nel frattempo, vive il proprio cambiamento e il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, con tutti i risvolti e gli aspetti psicologici e sociali che accompagnano, e talvolta segnano profondamente, questa importante fase di transizione. Attraverso il suo racconto mette a nudo sé stessa, facendo riferimento ad una fase di cambiamento e di crescita dei giovani, all’inadeguatezza che essi provano di fronte a esperienze emotive complesse, sconosciute e apparentemente ingestibili, ma non insuperabili.
È l’amore a salvarla, insieme alla speranza. Ed è attraverso l’accoglienza di sé, il superamento delle proprie paure, abbracciando il dolore e accettandolo, che scopre la sua vera essenza.
“Ci sono dolori che ti arrivano addosso quando sei troppo piccolo per capire, ma abbastanza grande per sentirne il peso ogni giorno.
Quello che abbiamo appena letto non è solo un libro, è il cammino di una figlia che ha imparato presto che la vita non si misura con la fortuna, ma con il coraggio di restare in piedi anche quando tutto vacilla.
Scrivere la propria verità, così com’è – senza filtri, senza difese – significa esporsi nudi davanti al mondo. Significa liberarsi.
Velia lo ha fatto con una sincerità disarmante, ha preso per mano la bambina che era e le ha dato voce. Ha raccontato di un padre portato via, delle attese silenziose e strazianti, di giorni di scuola in cui si impara a fare finta di niente, e quei momenti in cui ti chiedi se anche tu verrai giudicato per colpe non tue. Le notti a sperare, i pomeriggi a dare forza a sua madre, alla sua famiglia, a sé stessa.
È una storia che scava e guarisce, perché dentro questo dolore c’è una luce testarda, quella di chi sceglie di comprendere invece che odiare. Di chi non smette di credere che anche dietro le sbarre ci sia un cuore, una persona, una possibilità di riscatto”.
Dalla Postfazione di Manuela Fanti
“Oggi è il tempo della società civile, di ciascun cittadino, è da qui solo che può ripartire e rinascere un nuovo tempo di bene e di pace.
Don Luigi Giussani lo ricordava ai suoi studenti: “Le forze che cambiano la storia sono le stesse che cambiano il cuore dell’uomo”.
Non sono principalmente le leggi, la politica, le riforme a dover cambiare, ma le persone. Tanti cuori cambiati, tante gocce così possono rendere la vita migliore e più umana, bella e buona, anche dentro le carceri. Si può essere felici? Si! Bisogna non farsi rubare la speranza”.
Dal Contributo di Nicola Boscoletto, Founder Giotto cooperativa sociale.
Parte del ricavato della vendita del libro sarà devoluto a sostegno delle famiglie dei detenuti del carcere di Brucoli






